Ecobonus 2014 per i mobili da Varchi Mobili a Gela

ministro dell'economia

Legge di stabilità: il Governo proroga al 2014 gli ecobonus:

Nessuna modifica agli ecobonus. Contrariamente alle indiscrezioni che ventilavano una riduzione delle aliquote, la Legge di Stabilità varata dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre «estende al 2014 i livelli attuali degli incentivi per risparmio energetico e ristrutturazioni», ovvero 65% e 50% ancora per tutto il 2014. Per quanto riguarda il futuro, Palazzo Chigi, «prevede poi una graduale riduzione di tali livelli». A questo punto la riduzione (già prevista) inizierebbe però nel 2015. La detrazione energetica scenderà al 50% mentre quella per gli ristrutturazioni semplici calerebbe al 40% per poi scendere nel 2016, per tutte e due le aliquote, all’originario 36%.

Salvo modifiche del Parlamento, i due livelli di ecobonus resteranno dunque invariati fino al 31 dicembre 2014: al 65% per gli interventi di risparmio ed efficienza energetica e al 50% per le ristrutturazioni edilizie.

Ma quali sono gli interventi attualmente agevolati? L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato recentemente una circolare che riepiloga il funzionamento degli ecobonus. Allo stato attuale tra gli interventi di efficienza energetica agevolati ci sono: gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (valore massimo per la detrazione di 100mila euro); gli interventi riguardanti gli involucri degli edifici (max 60mila euro); l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (max 60mila euro); la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione o con pompe di calore ad alta efficienza (max 30mila euro); la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria (max 30 mila euro). L’agevolazione fiscale si applica in sede di dichiarazione dei redditi, in misura pari al 65% delle spese sostenute e va suddivisa in dieci rate annuali di pari importo.  Le spese ammesse in detrazione comprendono sia i costi per i lavori edili relativi all’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per progettare e realizzare l’intervento e acquisire la certificazione energetica richiesta.

Per quanto riguarda le ristrutturazioni edilizie la detrazione è collegata ai seguenti interventi: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia (su singole unità immobiliari residenziali e su parti comuni di edifici residenziali); manutenzione ordinaria (su parti comuni di edifici residenziali); ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza; lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro sei mesi dal termine dei lavori vendano o assegnino l’immobile. Per questa detrazione il Sole 24 Ore conferma «il limite di 96mila euro complessive per unità abitativa».

Un’altra proroga, annunciata con un tweet dal ministro Maurizio Lupi, riguarda l’applicazione della detrazione del 50% anche sulle ulteriori spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Per quanto riguarda gli elettrodomestici l’Agenzia delle Entrate fornisce l’elenco dei dispositivi per i quali si può richiedere lo sgravio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. Per quanto riguarda i mobili è contemplato l’acquisto di letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. Sono escluse dal regime di incentivazione: porte, pavimentazioni, tendaggi e altri complementi d’arredo. L’agevolazione si applica inoltre all’acquisto e all’installazione di pannelli fotovoltaici. Anche la detrazione del 50% va ripartita in 10 quote annuali di pari importo, ed è calcolata per elettrodomestici e mobili su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro. Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Le più frequenti domande dei nostri clienti:

1. Se le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici sono sostenute prima di quelle per la ristrutturazione, è possibile usufruire del bonus mobili?

Si, a condizione che siano stati già avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile cui questi beni sono destinati. In altri termini, la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, ma non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione. La data di avvio potrà essere dimostrata tramite le eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla legislazione edilizia in vigore, sulla base della tipologia di lavori da realizzare, oppure dalla comunicazione preventiva all’Azienda sanitaria locale, che riporta la data di inizio dei lavori, e, in caso si tratti di lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, tramite una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

2. Posso fruire del bonus mobili se effettuo interventi di tinteggiatura delle pareti del mio appartamento?

La tinteggiatura rientra fra gli interventi di manutenzione ordinaria, quindi se eseguita nelle singole unità immobiliari non dà diritto alla detrazione del 50% prevista dall’art. 16-bis del Tuir. Di conseguenza chi effettua questo tipo di lavori nel proprio appartamento non può fruire del bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Nel caso in esame, pertanto, il bonus può essere fruito solamente dai condomini che effettuino tinteggiature sulle parti comuni degli edifici condominiali. Resta inteso che, se il singolo intervento effettuato sulla singola unità abitativa fa parte di un intervento più vasto di ristrutturazione o di manutenzione straordinaria, l’intervento stesso viene assorbito dalla categoria superiore, aprendo le porte alla fruibilità delle detrazioni per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio disciplinate dall’art. 16-bis del Tuir. Si ricorda, per esempio, che gli interventi di manutenzione straordinaria comprendono normalmente anche le opere di pittura e finitura (tipicamente ricomprese in quelle di manutenzione ordinaria), necessarie per completare l’intervento edilizio nel suo insieme. Nei casi in cui, pertanto, la tinteggiatura rientri in un complesso di interventi di categoria superiore realizzati nella singola unità abitativa, sarà possibile fruire anche del bonus mobili.

3. Per l’acquisto di alcuni mobili destinati all’arredo della casa ristrutturata ho pagato con assegno o con finanziamento. Ho diritto comunque al bonus arredi?

Per poter beneficiare della detrazione del 50% in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di beni (mobili, elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, apparecchi televisivi e computer) finalizzati all’arredo di immobili per i quali si fruisce della detrazione del 50% prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, è necessario che il pagamento sia avvenuto tramite carte di debito (es. bancomat), carta di credito, bonifico bancario o postale. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Le spese sostenute, inoltre, devono essere “documentate”, conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.

4. L’acquisto di un frigorifero può godere del bonus fiscale anche non c’è stata ristrutturazione edilizia? Il vecchio è stato rottamato con dichiarazione del venditore del nuovo.

È possibile usufruire della detrazione solo nell’ipotesi in cui l’acquisto di un elettrodomestico avvenga in presenza di lavori di ristrutturazione nell’immobile oggetto della specifica agevolazione fiscale. Lo sconto Irpef, calcolato nella misura del 50% su un ammontare complessivo di spesa non superiore a 10.000 euro, spetta infatti per l’acquisto di mobili nonché di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, solo qualora gli stessi siano destinati all’arredo dell’immobile residenziale oggetto di ristrutturazione (articolo 16 del Dl 63/2013). La detrazione andrà ripartita in dieci quote annuali. Sarà peraltro necessario eseguire i pagamenti mediante carte di debito o credito, nonché bonifici bancari o postali, con le medesime modalità già previste per i lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati.

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