Gela

A sud ovest dell’isola siciliana si estende il comune di Gela, in provincia di Caltanissetta.
È la prima città, per numero di abitanti, dell’intera provincia e dà il nome all’intera vallata circostante e al Golfo antistante. Il nome della città, nel corso degli anni, è cambiato più volte: per i greci era Gela, in riferimento al vicino fiume, per i romani Massa Gela, per gli arabi Colonnario, in riferimento ai ruderi delle colonne dei templi. Successivamente furono gli stessi arabi a scegliere il nome di Eraclea e gli svevi quello di Terranova di Sicilia. Solo nel 1927, in ricordo degli antichi fasti della città fu definitivamente scelto il nome Gela.

È una delle città più antiche dell’intera Sicilia e i primi insediamenti risalgono al V millennio a. C.
Vista la sua lunga storia, la città di Gela è uno dei più importanti siti archeologici del Mediterraneo. La conoscenza si nasconde ovunque, ovunque vengono ritrovate tracce del passato che stenta a scomparire. In questa città la storia è quotidianità. Tra le strade del XXI secolo è facile inciampare nell’antichità e trovarsi catapultati a mille e mille anni fa.

Tra il VI e il V secolo a. C. Gela è stata la maggiore città-stato siceliota e la fondatrice di Akragas. Durante il medioevo, per la costruzione della città, furono utilizzati diversi ruderi dell’antica polis, il ché provocò la perdita di numerosi templi e lunghe fortificazioni. Durante il XVIII secolo, Gela, allora Terranova, divenne meta di molti tombaroli (ladri che violano le antiche tombe per rubare gli antichi suppellettili di interesse archeologico) che rivendevano ai musei più famosi del mondo.

I primi studi sulle origini e sul passato di Gela furono intrapresi da Paolo Orsi nel 1900 che scoprì l’Athenaion, nell’Acropoli ed esaminò la necropoli greca che nascondeva alcune tra le più belle e prestigiose ceramiche del mondo antico. Intorno agli anni ’50 sono state rinvenute altre importantissime testimonianze dell’epoca greca.

Le zone visitabili sono tre: Capo Soprano, l’Acropoli, e il Bosco Littorio.

A Capo Soprano si può ammirare il meglio dell’architettura militare greca di Gela, con: il basamento di un torrione d’avvistamento, le gradinate d’accesso ai camminamenti di ronda, l’impianto di scolo delle acque meteoriche, i possenti contrafforti della fiancata sud-est. Il materiale utilizzato per la costruzione è pietra arenaria in grossi blocchi e mattoni di argilla che sono ancora perfettamente conservati. Nel territorio di Gela è possibile ammirare anche l’impianto termale più antico finora ritrovato in Italia: le Terme Ellenistiche, con una quarantina di vasche e un impianto di riscaldamento sotterraneo. Nella parte nord dell’Acropoli si estendeva un tempo la zona sacra della quale restano oggi le basi di tre templi mentre nella parte sud si trova il Complesso dell’Emporio Greco Arcaico.
Nei pressi del porto si estendeva l’Emporio Cittadino che comprendeva officine, magazzini e botteghe.

Tanti altri sono i posti che nascondono pezzi di un passato remoto e altri ne vengono continuamente scoperti, come gli ultimi due templi greci e un relitto dell’antica civiltà.

Storia di Gela

Il periodo d’oro della città di Gela è stato quello greco. Quando la civiltà ellenica dominava questa zona la città raggiungeva il massimo del suo splendore e della sua importanza. Di questo periodo ci parlano i numerosi resti, di cui abbiamo parlato più sopra.

Fu fondata nel 689 a. C. per volere di Antifemo e Entimo e fu uno dei primi insediamenti greci in Sicilia. La città, nel corso degli anni, crebbe ed ebbe una serie di colonie satelliti: Akragas (Agrigento), Kallipolis (Giarre), Leontini (Lentini), Naxos (Giardini Naxos) ergezio e Zancle (Messina).
Nel 480 a. C. Gela e Siracura parteciparono alla battaglia di Imera contro i Cartaginesi.
Nel 406 a. C. un’armata cartaginese conquistò Agrigento e rase al suolo Gela e i suoi abitanti scapparono a Siracusa. Pochi anni più tardi, nel 397 a. C., Gela venne ricostruita ma nel 311 a. C. fu nuovamente distrutta.

Nel 282 a. C. Gela fu definitivamente distrutta da Finzia, tiranno di Agrigento che fece spostare tutti gli abitanti a Finziade (Licata). Con l’arrivo dei romani di Gela era rimasto solo un piccolo villaggio che aveva perso la sua importanza e il suo splendore. Gli arabi la chiamarono la Città delle Colonne. Nel 1233 Federico II di Svevia la fece ricostruire chiamandola Terranova e la fece fortificare.

Nella seconda metà del XII secolo fu costruita “Castelluccio” per la difesa dell’abitato, che apparteneva ad un nobile dell’epoca. In quel periodo la città venne chiamata Heraclea. Nel 1369 la città fu conquistata dagli Aragona.
Nel 1799 ci fu una rivolta popolare dopo la quale fu rinominata Terranova di Sicilia. I primi anni del XX secolo Gela ospitò Salvatore Quasimodo.
Nel 1911 è stato realizzato il lungomare “pontile sbarcatoio” che rappresenta la prima costruzione in cemento armato della città, attualmente inagibile a causa dell’esplosione del 1943. Nel 1927 la città ritorna al suo nome originario, Gela, in ricordo dei fasti e dello splendore del passato. Nel 1943, sul finire della seconda guerra mondiale, Gela divenne teatro dell’operazione Husky, lo sbarco degli alleati che ne fecero una delle prime città liberate in Europa. Nel secondo dopo guerra iniziarono i lavori per la realizzazione dell’impianto petrolchimico della Eni che ha aiutato sicuramente l’economia locale ma anche distrutto l’ambiente circostante.

Cosa vedere a Gela

A Gela si trova il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti dell’epoca preistorica e greca. I reperti più importanti ed interessanti sono: le antefisse di Sileno e di Gorgone, le ceramiche della collezione Navarra, i reperti recuperati nelle tre navi greche affondate sulla costa gelese nel V secolo a.C., i reperti scoperti nelle necropoli preistoriche e greche, le due arule fittili scoperte a Bosco Littorio e le circa 1000 monete che costituiscono il più ricco Monetiere del mondo greco occidentale.

In allestimento è il Museo della Navigazione Antica dove saranno esposte le navi greche.
Di recente è stato inaugurato il Museo Naturalistico presso il Lago Biviere di Gela, riserva naturale. Oltre i Musei da non perdersi, una volta a Gela, sono il centro storico, pieno di monumenti. In piazza S. Giacomo si trova la chiesa di San Giacomo all’interno della quale si trova il portale con arco ogivale. Sempre nel centro storico si trovano l’ex Convitto Pignatelli, la Villa Garibaldi e la Chiesa dei Cappuccini. Passeggiando per il centro storico si possono notare anche le antiche mura difensive e altri ruderi del periodo federiciano. In piazza Roma si trova la Chiesa del Carmine all’interno della quale si trova un pregiatissimo crocifisso ligneo del ‘400 che gli abitanti della città ritengono miracoloso.

Su Corso Vittorio Emanuele si trova la Chiesa del Rosario, in Piazza Umberto I si trova la Chiesa Madre, alle spalle della quale si trova l’Ex Monastero di clausura femminile.
Continuando la passeggiata per il centro storico troviamo Palazzo di Città, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di S. Agostino, il Teatro Eschilo, la Chiesa di San Francesco da Paola e la Chiesa di San Biagio. Poco distante dal centro si trova anche il cimitero monumentale, dove è possibile ammirare cappelle in stile neoclassico, barocco, gotico e liberty. Lo stile liberty è stato molto utilizzato nella progettazione dei palazzi di Gela. Le vie e le piazze sono piene di costruzioni semplici e al contempo eleganti: Palazzo Rosso, Palazzo Giusto Nocera, Palazzo Tedeschi, Palazzo De Maria, Palazzo Presti, Palazzo Giunta, Palazzo Damaggio, Palazzo Ventura, Palazzo Ex Sottoprefettura, Palazzo Vella, Palazzo Moscato, Palazzo Vella, Palazzo Aliotta-Papotto, Palazzo Di Bona, Palazzo Maida, Palazzo Mattina, Palazzo Guccioni, Palazzo S. Maria di Gesù, Ex Convitto Pignatelli Roviano, Palazzina della Dogana, Villa Panebianco, La Casina e l’Ex Ospizio Marino che donano lusso ed eleganza alla città.

Questi palazzi furono costruiti con l’intento di dare lustro alla città e migliorarla esteticamente. Gli elementi caratterizzanti di queste costruzioni sono i timpani, gli archetti ribassati, i cornicioni, le finestre a volte con piccole colonne in stile corinzio, le lesene e i portali in pietra con portoni in legno massiccio. Nel centro storico non mancano delle aree dedicate al verde, che sono: Giardino Comunale “Giuseppe Garibaldi, Giardino “dell’Auriga”, Bosco Littorio, Giardini di via Morselli, Parco provinciale di Montelungo, Giardino “dell’Acropoli”, Giardino “Antelao”, Giardino “Manuela Setti Carraro” e Giardino “Poseidon”.

Turismo ed Economia di Gela

L’economia della città di Gela si basa essenzialmente sull’industria pesante che con il suo arrivo ha messo in secondo piano agricoltura, artigianato e turismo. Solo la crisi economica e l’entrata in crisi del settore petrolchimico ha permesso all’agricoltura di rifarsi strada con la produzione di carciofi, peperoni, verdure e pomodori. Insieme alla rinascita dell’agricoltura sono nate diverse cooperative per la produzione, il confezionamento e la commercializzazione dei prodotti agricoli. Nonostante la rinascita dell’agricoltura Gela resta uno dei centri industriali più importanti di tutta l’isola. Il Polo Petrolchimico di Gela è stato attivato nel 1963 ed è uno dei più grandi d’Europa. Il turismo oggi è ridotto ai minimi termini ma un tempo poteva vantarsi di essere una delle città più visitate grazie alle sue aree archeologiche e le sue bellissime spiagge.

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